6 Consigli per combattere il littering e differenziare bene alcuni rifiuti difficili da capire

littering, non abbandonare i rifiuti per terra

Come Serveco, soprattutto negli ultimi anni, ci siamo siamo spesso occupati del “littering”, l’incivile abitudine di gettare piccoli rifiuti dove capita senza curarsi dell’ambiente. Gomme da masticare, mozziconi di sigaretta, buste di patatine, cartacce o ancora gli escrementi degli animali da compagnia lasciati per terra e chi più ne ha più ne metta. Anche se, in termini assoluti tale fenomeno riguarda piccole quantità di rifiuti, la maggioranza della popolazione percepisce il fenomeno come molto fastidioso.

Purtroppo quest’incivile abitudine rappresenta un fenomeno in crescita, legato a uno stile di vita improntato all’usa e getta sempre più diffuso. Le ripercussioni però sono assai pesanti: inquinamento ambientale, degrado e danno estetico, effetti sulla qualità di vita, nonché elevati costi diretti di igiene urbana.

Le diverse implicazioni insite nel fenomeno del littering impongono che il problema venga affrontato in modo attivo e continuo dagli attori preposti alla sua gestione, e ciò sia in termini preventivi, mediante lo strumento dell’informazione verso la cittadinanza, sia in termini repressivi tramite l’applicazione delle norme.

1. Sacchetti di patatine

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Le cause della crescente mole di rifiuti abbandonati sono molteplici. Sempre più persone trascorrono la pausa pranzo sul posto di lavoro o di formazione e mangiano per strada. La conseguenza quasi inevitabile di queste nuove abitudini di consumo, abbinate a un’accresciuta utilizzazione degli spazi pubblici, è la presenza di una quantità maggiore di rifiuti abbandonati all’aperto. Un’altra tendenza accentuatasi negli ultimi anni è il boom della diffusione di giornali gratuiti, che spesso vengono subito gettati o abbandonati da qualche parte tra la fermata del tram e il parco.

Il sacchetto di patatine è un rifiuto leggero, ma potenzialmente molto pericoloso e sprecone, trattandosi di un tipo di plastica che utilizziamo a dosi massicce. Un modo per ridurre i rischi di questo rifiuto, e anche per divertirti con qualche idea fai-da-te è un semplicissimo riuso e riutilizzo delle buste. Se invece si decide di disfarsene, ricordiamo che i sacchetti vanno correttamente inseriti nel contenitore per la raccolta della plastica.

2. Mozziconi di sigarette

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Gettare sconsideratamente mozziconi di sigarette è un fenomeno noto praticamente da sempre, che negli ultimi tempi è tuttavia aumentato ulteriormente, probabilmente a seguito del divieto di fumo introdotto nei bar e nei ristoranti.

Il #littering di mozziconi costituisce un problema enorme dal punto di vista ambientale: uno solo di essi, non biodegradabile e quindi estremamente longevo, con una composizione di oltre 4.000 sostanze chimiche dannose può arrivare ad inquinare fino a 500 litri d’acqua.

3. Lo ripetiamo all’infinito, la ceramica non va con il vetro

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Va bene, non si tratta di littering, ma ci confina. La raccolta differenziata va fatta e va fatta bene. Altrimenti il lavoro di molti diventa del tutto inutile. Qualche tempo fa come Serveco abbiamo prodotto questo video https://www.youtube.com/watch?v=wyoaJIVVL38 (il secondo di una serie di sei) per aiutare a fare una buona raccolta differenziata. Si parla della pericolosissima ceramica che sembra vetro ma vetro non è.

Da 100 kg di rottame di vetro si producono 100 kg di nuovo vetro, risparmiando materie prime, energia e riducendo le emissioni in atmosfera delle attività produttive. Ma se in questi 100 kg c’è un solo grammo di ceramica, porcellana, cristallo, pyrex, ecc… tutti i 100 kg di vetro diventano inutilizzabili nel processo di riciclo. Ricorda, quindi, la tazzina rotta va nel secco residuo.

4. I medicinali si devono separare

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Cosa c’entrano i medicinali con il littering? Te lo spieghiamo subito. Noi italiani siamo grandi consumatori di medicinali, soprattutto di antinfiammatori e di antibiotici. Nei comuni gestiti da Serveco differenziamo i medicinali scaduti come puoi leggere in questa immagine. Ricordati di non buttarli mai nel cestino e nemmeno nello scarico del water: se non smaltita correttamente, qualsiasi tipo di medicina è infatti potenzialmente velenosa per l’ambiente. Il passaggio dal water alla spiaggia è velocissimo. Sono i bastoncini per le orecchie quelli che più di tutti viaggiano dai bagni al mare, ma non sono i soli rifiuti presenti: sulle spiagge si trovano blister di medicinali, tamponi e assorbenti, medicazioni, deodoranti per wc, contenitori per lenti a contatto. Tutta roba che inquina, rimane in mare per anni, viene ingerito dalle specie marine, è pericoloso e quando diventa microplastica finisce nella catena alimentare.

I principi attivi contenuti nei medicinali possono danneggiare il sottosuolo, inquinare i pozzi di acqua potabile o compromettere il funzionamento dei depuratori collocati nelle reti fognarie. E soprattutto ricorda: mai e poi mai lasciare i farmaci accanto ai normali cassonetti dei rifiuti.

Ovviamente, i farmaci non si riciclano, ma vengono bruciati nei termovalorizzatori a temperature altissime: la combustione controllata, eseguita a specifiche temperature, scompone i principi attivi dei farmaci nelle loro componenti di base che non inquinano l’ecosistema. I filtri delle ciminiere impediscono invece alle sostanze inquinanti di diffondersi nell’ambiente.

Infine, dato che prevenire è meglio che curare, consigliamo la visone di questo breve video https://www.youtube.com/watch?v=d9F3xkzSgE4 realizzato da Altroconsumo in cui si dice, tra l’altro, quanti farmaci tenere in casa e come conservarli.

5. Lo specchio rotto

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Littering indiretto anche questo. Errore da evitare per non danneggiare il buono che si fa. Ok, oltre a portare 7 anni di disgrazie , lo specchio rotto crea problemi anche nella raccolta differenziata.

Quando un bicchiere, uno specchio, un piatto di ceramica o una tazzina si rompono, i cocci vengono gettati d’istinto nel vetro. Si tratta però di materiali che non è possibile riciclare.

Bisogna ricordare che la raccolta del vetro è destinata alle confezioni e agli imballaggi, non ad altri oggetti. Quindi sì alle bottiglie e ai barattoli di vetro, ma no a bicchieri e altri oggetti, che dovranno essere buttati nell’indifferenziata.

6. Lampadine e neon

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Altro esempio di littering indiretto. In Italia vengono prodotti ogni anno oltre 100 milioni di lampadine a risparmio energetico. Il loro corretto smaltimento è molto importante, dato che il 95% del loro materiale può essere riciclato.

Le lampadine esauste a risparmio energetico, fluorescenti o a LED che siano, non devono essere gettate insieme al vetro e nemmeno con i rifiuti urbani indifferenziati, si tratta infatti di RAEE, cioè di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Nei comuni gestiti da Serveco i cittadini in possesso di lampadine non più funzionanti possono riconsegnarle nei punti vendita ogni volta che acquistano un prodotto equivalente o presso uno dei nostri centri di raccolta comunali abilitati RAEE.

CONCLUSIONI

Per contrastare il fenomeno del littering spesso le amministrazioni e i governi statali hanno fatto ricorso all’utilizzo di multe e ammende. Tuttavia queste possono essere comminate solamente quando la persona viene colta in flagrante, e ciò accade soltanto in una piccolissima percentuale dei casi. Inoltre, tale approccio fa sì che la motivazione per non abbandonare i propri rifiuti nelle aree pubbliche diventi quella di evitare la multa, invece che fare la cosa giusta per l’ambiente e la società.

In alternativa, è possibile utilizzare il gioco per cambiare in meglio il comportamento delle persone. Il meccanismo è semplice: si prende un’attività magari noiosa o ripetitiva come quella di smaltire correttamente i rifiuti, e si mette a punto una strategia per renderla maggiormente divertente attraverso l’aggiunta di elementi tipici del gioco come punteggi, classifiche, luci e suoni, allo scopo di aumentare il coinvolgimento delle persone e favorire quindi l’adozione da parte loro di del comportamento desiderato.

Questa tecnica, che mira a far sì che le persone facciano la cosa giusta divertendosi, viene chiamata gamification e viene applicata sempre più spesso, con successo, in relazione a comportamenti che spaziano dal riciclo, alla riduzione del consumo elettrico ed idrico, all’utilizzo delle cinture di sicurezza fino al rispetto dei limiti di velocità stradali. In giro sul web si possono trovare molti esempi di gamification, provenienti da tutto il mondo, aventi l’obiettivo di rendere divertente l’attività di conferire i rifiuti nell’apposito bidone pubblico, e ridurre così il fenomeno del littering.

Tutte queste esperienze hanno generato un grande coinvolgimento di pubblico, e una immediata e sensibile riduzione del fenomeno del littering nelle aree coinvolte. Purtroppo non siamo riusciti a scovare iniziative simili in Italia. Ce ne volete segnalare qualcuna?

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